La R170 della socia Carla P.

SLK, acronimo di Sportlich Leicht Kurz (vetture sportive, leggere e… compatte o a passo corto) identifica un nuovo segmento di vetture della casa di Stoccarda introdotto a partire dal 1996 con la R170.

La SLK è una roadster sviluppata partendo dal pianale e dalla meccanica dalla coeva classe C (W202) e ha un’importanza storica per aver riportato in voga la soluzione di auto scapottabile con tetto rigido.

La soluzione del tetto ripiegabile in metallo non è del tutto innovativa essendosi già vista negli anni ’30 su un modello Peugeot. In quegli anni però non vide diffusione su larga scala al contrario di quanto avvenne dopo l’avvento della SLK, sia nella gamma di modelli della casa, sia nella maggior parte degli altri marchi del panorama automobilistico fino ai giorni d’oggi.

La R170 venne inizialmente proposta con tre motorizzazioni: un 2 litri aspirato da 136 cv, lo stesso propulsore sovralimentato da compressore volumetrico (c.d. Kompressor) che sviluppava 192 cv e un motore da 2,3 litri costruito sulla stessa base del 2000 cc, capace di 193 cv. Tutti i motori erano abbinati ad un cambio manuale a 5 rapporti + RM oppure, come opzione, ad un cambio automatico.

A 4 anni dalla nascita, nel 2000, l’autovettura fu oggetto di un restyling che interessò particolari estetici di relativa importanza e che razionalizzò l’offerta di motori: le 2 litri divennero solo sovralimentate con potenza ridotta a 163 cv, abbinate ad un cambio manuale 6 rapporti + RM o, in alternativa, cambio automatico. La 2.3 litri mantenne la stessa potenza di 193 cv e fu introdotta la nuova motorizzazione V6 da 3,2 litri che sviluppava 218 cv in versione “normale” e 354 cv nella versione “speciale” preparata da AMG.

Nel 2004 la R170 uscì di produzione a favore del nuovo modello di SLK denominato R171.

Testo del socio Alex “pwalteralex”

La SLK 200 del socio Alex “pwalteralex”

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