La W116 450 SEL del socio Riccardo “(Rickyprince”

La classe S degli anni 70 è la seconda vettura della casa che segue i dettami nel nuovo corso stilistico cominciato nel 1971 con la R107, linee tese, frontale dominato da fari a sviluppo orizzontale e coda rastremata con fanaleria scanalata. Si privilegia la sicurezza attiva e passiva con un abitacolo progettato per garantire il più possibile l’incolumità dei suoi occupanti, e quindi dotato di cruscotto imbottito, volante rivestito in materiale schiumato e cedevole in caso di forte impatto, eliminazione di qualsivoglia sporgenza o spigolosità che possa arrecare danno ai passeggeri. Una struttura ancor più rigida con rinforzi al tetto e ai montanti e il posizionamento del serbatoio del carburante sopra l’assale posteriore tra gli attacchi della sospensione completano il quadro delle principali innovazioni invero già viste sulla R/C 107 del 1971.

La W116 nasce su un telaio con passo di 2865mm che diventano 2965mm nelle versioni a passo lungo SEL, ciò determinerà lunghezze complessive superiori alla W108-109 ma l’insieme apparirà più snello e moderno anche grazie ad una linea di cintura più bassa. Viene presentata nel settembre del 1972 con le motorizzazioni 2746 da 160cv a carburatore (280S), con lo stesso motore ma con iniezione elettronica da 185cv (280SE) e con il V8 di 3499cc e 200cv (350SE). Nel 1973 al Salone di Ginevra alla gamma si aggiunge la 450SE-SEL dotata del V8 di 4520cc e 225cv sempre ad iniezione elettronica. Le versioni a passo lungo SEL saranno disponibili con motore 350 nel novembre del 1973 e ad aprile del 1974 per la motorizzazione 280 ad iniezione. La 280S non sarà mai disponibile a passo lungo. Queste versioni erano dotate di serie di sospensione posteriore auto-livellante. Sempre nel 1974 arriva per la W116 un riconoscimento molto importante, il “Premio Auto dell’anno”, prima volta per una Mercedes e prima volta per una vettura di questa categoria.

Nel maggio del 1975 arriva la 450SEL 6.9, dotata del V8 di 6834cc e 286cv con una mostruosa coppia di 550Nm. E’ l’unica evoluzione del glorioso motore M-100 nato con cilindrata di 6332cc e qui portato alla soglia dei 7 litri e si caratterizza per la lubrificazione a carter secco. La vettura abbandona le sospensioni pneumatiche in favore di quelle idrauliche sempre dotate di correttore automatico di altezza e dotata di tanti accessori di serie affianca la 450SEL “standard” nel ruolo di ammiraglia dopo la costosissima ed esclusivissima 600 W100. Nonostante la 6.9 sia molto costosa rispetto alla 450SEL standard viene prodotti in 7.380 esemplari.

Tra il novembre 1975 ed il febbraio 1976 (grosso modo come è accaduto con la R/C 107) si abbandona l’alimentazione ad iniezione elettronica D-jet in favore della K-jet sempre elettronica ma a controllo meccanico. Nel 1978 avvengono due importanti novità, la prima è l’introduzione del motore diesel turbo-compresso, la seconda destinata a diventare storia, è l’introduzione dell’ABS tra gli accessori disponibili. Tornando alla novità motoristica, si installa nel cofano della S il motore 5 cilindri diesel di 3005cc poi ridotto a 2998cc che grazie ad una turbina Garrett sviluppa la ragguardevole (per l’epoca) potenza di 115cv e le dona rispettabili prestazioni. Tale versione solo a passo corto e solo con trasmissione automatica a 4 rapporti, denominata SD sarà disponibile solo per il mercato nord-americano (USA e Canada) e sarà prodotta in 28.634 esemplari. In merito all’ABS, primizia in casa Mercedes e in ambito mondiale, si aggiunge un altro tassello nell’offerta di dispositivi di sicurezza per i fruitori di questa ammiraglia.
La produzione della W116 termina nel 1980 anche se nel settembre del 1979 al Salone di Francoforte è stata presentata la nuovissima classe S W126. E’ stata prodotta in complessivi 473.005 esemplari, un buon successo se paragonato alla W108-109.

Una W116 oggi:

Nel mercato dei collezionisti in Italia non ha mai incontrato i favori che si merita, stretta tra la classica W108-109 e la moderna W126, eppure è una vettura molto ben costruita che rispecchia appieno la filosofia Mercedes fatta di vetture solide, sicure e ottimamente rifinite.
Fa eccezione la costosissima 6.9 per via del blasone che le deriva dall’utilizzo della motorizzazione M-100.

Testo del socio Domenico “Cinesino”

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