La 190 del socio Claudio “Pirocia”

La 190 E del socio Claudio “Pirocia”




La 190 W201 conosciuta come “la Baby Benz” è stato un modello di fondamentale importanza nella storia della Mercedes. Per la prima volta dal dopoguerra si entrava in un segmento di mercato molto combattuto e già presidiato da concorrenti di tutto rispetto. C’era stato uno studio negli anni 70 su base /8 ma non aveva soddisfatto i vertici, tanto più che appariva molto corta e tozza, quindi, si decise di partire da un foglio bianco. Si studiò una linea molto profilata aerodinamicamente (cx 0,32) con scudi paraurti in materiale plastico, frontale ad altezza ridotta ma con la onnipresente mascherina con la stella in cima, e una coda rastremata e tronca. Il suo design influenzerà la produzione delle successive W124, R129 e W140 e Bruno Sacco creerà un altro capolavoro destinato a dettare nuovi riferimenti per il mercato delle compatte a tre volumi.
La W201 riprende tante soluzioni delle Mercedes più grandi (soluzioni per la sicurezza attiva e passiva comprese) quali avantreno Mc Pherson, motore longitudinale e trazione posteriore, impianto con 4 freni a disco, sterzo a circolazione di sfere ma presentava un retrotreno molto innovativo denominato “multilink” a cinque braccetti in grado di dare alla vettura stabilità e tenuta di strada superlative. Viene presentata a dicembre del 1982 e l’accoglienza è entusiasmante, una Mercedes piccola nelle dimensioni ma con una qualità e con contenuti degni delle sorelle di rango più elevato. E’ disponibile con il motore M-102 che ha debuttato sulla W123 due anni prima, in versione a carburatore da 90cv e ad iniezione da 122cv, cambio manuale a 4 marce, automatico optional. Nel 1983 arrivano le versioni 4 cilindri diesel di 1997cc e 72cv e la versione sportiva 2.3-16 con testata a 4 valvole per cilindro progettata dalla Cosworth su base M-102 da 2299cc con ben 185cv e cambio sportivo con prima in basso. La 16 valvole si caratterizzava per un trattamento estetico specifico a base di spoiler e bandelle laterali oltre ad un interno di impronta marcatamente sportiva con sedili avvolgenti e strumenti supplementari. Disponibile solo in 3 colorazioni tra le quali il rauschsilber, tinta ad esclusivo appannaggio di questa versione. Successo e lodi anche per questa new entry. Nel 1985 il 2 litri a carburatore vede aumentare la propria potenza a 105cv e si aggiunge alla famiglia il 5 cilindri diesel aspirato di 2497cc e 90cv che sarà proposto l’anno successivo anche in versione con turbocompressore da 125cv. Sempre nel 1986 un ulteriore allargamento dell’offerta dei propulsori vede il debutto del 4 cilindri M-102 a 8 valvole di 2299cc e 136cv e il 6 cilindri M-103 da 2599cc e 166cv. Ormai la 190 è un prodotto con un ventaglio di offerte molto ampio e si vende bene, ci sono versioni per ogni esigenza, tuttavia, per continuare a dettar legge nel suo segmento di mercato nel 1988 si opera un leggero restyling. Esteriormente i paraurti diventano un po’ più squadrati, sulle fiancate nella parte bassa compaiono dei fascioni in materiale plastico e all’interno nuovi rivestimenti, unitamente ad altre piccole modifiche completeranno l’opera. Con tale ringiovanimento la versione 2.3-16 viene mandata in pensione e sostituita dalla 2.5-16. La cilindrata è aumentata a 2498cc e la potenza e di 204cv. Da questa si deriva la Evolution o EVO che dir si voglia che si caratterizzerà per un body kit più pronunciato e il motore rivisto solo nella cilindrata portata a 2463cc lasciando invariata la potenza. Sarà costruita in 500 esemplari per poter ottenere l’omologazione nel gruppo A. Nel 1989 nasce la EVO II con una caratterizzazione estetica ancor più esasperata e potenza portata a 235cv…trionferà nel DTM nel 1990. Nello stesso anno viene tolta dal listino la versione 2 litri a carburatore sostituita dal 1797cc e 105cv. Ormai la gamma a benzina prevede solo motorizzazioni ad iniezione, anche con catalizzatore. Fino alla fine della produzione avvenuta nel 1993 ci saranno piccoli aggiornamenti inerenti le dotazioni ma null’altro di sostanzioso.
Verrà prodotta in 1.879.629 esemplari. Un successo se si pensa che è sempre stata disponibile in una sola variante di carrozzeria, e soprattutto, considerando che era la prima volta di Mercedes in un segmento di mercato a loro sconosciuto. Verrà sostituita dalla classe C W202. La 190 è una vettura che merita un posto speciale nel garage di ogni collezionista Mercedes per quel che ha rappresentato. Difficile scegliere tra la prima serie esteticamente più basica ma ricca di fascino e oggi rara, o la seconda serie più muscolosa per via dei fascioni che caratterizzano la carrozzeria.

Testo del socio Domenico “Cinesino”

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